Uso Scorretto dei Permessi di Legge 2017-07-08T20:33:29+00:00

USO SCORRETTO DEI PERMESSI DI LEGGE

La Legge 104 del 1992 è la normativa di riferimento in materia di disabilità, per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone portatrici di handicap.

La norma stabilisce che può usufruire dei relativi benefici il dipendente che assiste persona con handicap, sia essa il coniuge, parente o affine entro il secondo o terzo grado:il lavoratore ha la possibilità di ottenere un permesso mensile retribuito di tre giorni, a condizione che dimostri, con idonea documentazione, la gravità dell’handicap e che la persona con handicap non sia ricoverata a tempo pieno presso strutture ospedaliere o simili.

L’uso scorretto dell’utilizzo di questi permessi è causa di licenziamento per giusta causa del dipendente, senza quindi il normale preavviso.

E questo perché ad essere punita non è tanto la ragione dell’allontanamento da casa del dipendente che, invece, ha dichiarato al datore di lavoro di assentarsi per assistere il parente, quanto piuttosto la bugia in sé, che lede il rapporto di fiducia con l’azienda.

Così, il lavoratore che prende i tre giorni di permesso retribuito per poter assistere un familiare invalido, ma poi, durante la giornata svolge altre attività, è passibile non solo di un procedimento disciplinare che lo può portare a perdere il posto, ma anche di un procedimento penale.

Infatti l’abuso dei permessi non costituisce solo una violazione del dovere di fedeltà verso il datore di lavoro, ma un illecito posto ai danni della nazione intera, dal momento che il trattamento economico viene solo inizialmente anticipato dal datore di lavoro, ma di fatto è erogato dall’INPS e, quindi, a spese dei contribuenti.

Ciò premesso, non viola né la privacy, né lo Statuto del lavoratore il controllo dell’azienda nei confronti del dipendente che stia usufruendo dei giorni di permesso della Legge 104 tramite Agenzie investigative.

Top Secret Investigations esegue accertamenti mirati a verificare il corretto comportamento tenuto dal lavoratore ed al termine dell’attività investigativa, il cliente riceve una Relazione Informativa dettagliata che documenta l’attività del soggetto sottoposto a controllo, avendo così a disposizione un dossier per poter intraprendere azioni nei confronti di dipendenti infedeli e sleali.